
«Credi nella bellezza dei tuoi sogni ed essi ti apparterranno». Livio Sgarbi
Stilografica Arti Maggiori di Firenze
La nascita delle Arti, corporazioni di mestiere sorte a Firenze tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, favorì in larga misura lo sviluppo della vita economica, politica e sociale della città attraverso la tutela delle professioni specialistiche e la valorizzazione del lavoro artigianale.
Arte intesa come mestiere dunque, ma soprattutto come creazione di bellezza e di capolavori immortali: alle Arti Maggiori infatti si iscrivevano anche i pittori e i poeti, come dimostrano gli esempi di Giotto e Dante Alighieri.
Lo splendore di Firenze nel Medioevo, la ricchezza materiale e artistica di questa città – che ancora oggi è considerata unica al mondo – hanno avuto inizio proprio dal sorgere delle Arti Maggiori, dalla forza irresistibile generata dall’unione tra il fare e il creare, il lavoro e l’arte, la manualità e la bellezza.
Il monumento simbolo delle Arti Maggiori era il palazzo di Orsanmichele, posto a metà strada tra la sede del potere politico – il Palazzo della Signoria – e quella del potere religioso, rappresentato all’epoca dal Battistero di Firenze. Edificata nell’VIII secolo al posto di un oratorio femminile, la chiesa di San Michele in Orto cambiò nei secoli struttura e soprattutto destinazione, passando da tempio religioso a tempio civile, accolse anche un mercato e fu deposito di granaglie. Dal XV secolo fu adornata dalle statue e dagli emblemi delle maggiori Arti cittadine, scolpiti da artisti quali Donatello, Ghiberti, Verrocchio e Giambologna, e divenne per sempre – come ha detto giustamente Antonio Paolucci – «il Tempio del Lavoro».
La cuspide del cappuccio presenta lo Stemma dell’Arte dei Giudici e Notai come scolpito sulla facciata di Orsanmichele a Firenze. Vallecchi l’ha scelto come emblema per celebrare la grandezza delle Arti Maggiori.
Caratteristiche tecniche:
La naturalezza e forza dell’ebanite rimandano per loro natura alla storia delle arti manifatturiere e della gioielleria, mentre sono i dettagli raffinati e le linee essenziali a rendere la stilografica delle Arti Maggiori sofisticata ed elegante.
Usata fin dal 1843 per la fabbricazione di penne stilografiche, col tempo dimenticata e oggi sopravvissuta solo nella memoria di antiche tecniche artigiane, l’ebanite è infatti un esplicito richiamo alle radici stesse della fabbricazione delle penne e Vallecchi ha scelto di recuperala proprio come elemento esclusivo di questa stilografica.
- La stilografica delle Arti Maggiori è realizzata in ebanite rosso-nera.
- Le parti metalliche sono in oro rosa 18Kt o argento 925 palladiato.
- Il pennino in misura M è in oro rosa 18Kt, rodiato nella penna in argento.
- Il caricamento è a pistone.
- L’anello del fusto presenta un lapislazzuli romboidale;
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gli anelli del cappuccio, del fusto e il codino, un’incisione di piccoli rombi.
- La clip porta inciso il logo Vallecchi.
Tiratura: L’edizione in argento è di 450 pezzi, quella in oro è di 50 pezzi.
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